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Come insegnare il richiamo al cane? Un esercizio che salva la sicurezza nelle passeggiate

📅 10 Agosto 2026✍️ di Luca Monzali⏱️ 5 min di lettura

Il richiamo al cane è uno degli esercizi fondamentali per garantire sicurezza durante le passeggiate in città e in campagna. Chi possiede un cane sa bene quanto sia importante avere il controllo del proprio animale, specialmente quando ci si trova in aree trafficate o vicino a strade pubbliche. Negli ultimi mesi, veterinari e addestratori cinofili sottolineano sempre più l’importanza di questo insegnamento già dalle prime settimane di vita dell’animale, considerandolo una competenza essenziale per la convivenza urbana.

Perché il richiamo è cruciale per la sicurezza

Un cane che non risponde al richiamo del proprietario rappresenta un rischio concreto, sia per sé stesso che per gli altri. Traffico, altri animali, persone che potrebbero avere paura: sono innumerevoli gli scenari pericolosi da cui il richiamo efficace può salvare la vita al nostro amico a quattro zampe.

Secondo gli esperti di comportamento canino, il richiamo è la competenza più critica da insegnare prima ancora della passeggiata al guinzaglio o del sedere. “Un cane che ignora il proprietario quando è libero è un cane in pericolo”, affermano i professionisti del settore. Durante le mie sessioni di canicross con Tommy, il mio meticcio, ho imparato quanto sia fondamentale avere questa base solida: è la differenza tra una passeggiata serena e momenti di stress costante.

La Responsabilità civile per danno da animale è un aspetto legale importante che non può essere trascurato. Se il vostro cane causa incidenti perché non risponde al richiamo, potreste essere ritenuti responsabili dalle autorità.

I principi base per insegnare il richiamo

Insegnare il richiamo non è complicato come sembra, ma richiede coerenza e pazienza. Il primo principio è associare il richiamo a qualcosa di positivo: deve essere la cosa più bella che possa accadere al cane quando corre verso di voi.

Iniziate in ambienti controllati, come il vostro giardino o un parco recintato. Scegliete una parola o un suono specifico – classicamente “vieni” o un fischietto – e usatela sempre coerentemente. Quando il cane viene verso di voi, premiatelo immediatamente con un bocconcino appetitoso o una carezza entusiasta. La coerenza è essenziale: tutti i membri della famiglia devono utilizzare il medesimo comando.

Un errore comune che vedo commettere è usare il richiamo per richiamare il cane quando gli ordinerete qualcosa di spiacevole, come la fine della passeggiata o il bagnetto. Il cane imparerà rapidamente a non rispondere, poiché associerà il comando a esperienze negative. Il richiamo deve restare sempre positivo.

Aumentate gradualmente il livello di distrazione. Se il cane risponde perfettamente in casa, provate in giardino con distrazioni esterne. Poi passate a spazi più ampi, sempre mantenendo un guinzaglio di sicurezza lungo durante le prime fasi dell’addestramento.

Tecniche pratiche e esercizi quotidiani

Per trasformare il richiamo in un’abitudine automatica, dedicate pochi minuti ogni giorno a brevi sessioni di allenamento. Non servono lunghe sedute: cinque dieci minuti al mattino e altrettanti alla sera sono sufficienti.

Una tecnica efficace è il gioco del “richiamo casuale”. Durante la passeggiata, chiamate il cane quando meno se lo aspetta, premiatelo generosamente, poi lasciatelo tornare a quello che stava facendo. In questo modo, il richiamo non diventa sinonimo di fine dell’attività, ma di una sorpresa positiva.

Nel canicross e negli sport cinofili, il richiamo è ancora più critico. Tommy ha imparato a staccarsi dalla concentrazione della corsa per tornare verso di me anche in situazioni ad alta adrenalina. Questo non è nato dal nulla, ma da mesi di esercizio costante e rinforzo positivo.

Utilizzate sempre il Metodo del rinforzo positivo, evitando punizioni che creerebbero solo confusione e paura nel cane. Se il cane non risponde, non urlate o correte dietro: questo trasformerebbe il momento in un gioco, esattamente l’opposto di quello che desiderate.

Gestire le distrazioni e gli ostacoli comuni

La realtà delle passeggiate quotidiane presenta sfide che l’ambiente domestico controllato non offre. Un cane che viene perfettamente in giardino potrebbe ignorare completamente il vostro richiamo quando vede un altro cane o uno scoiattolo.

La soluzione è l’esposizione graduale a queste distrazioni, sempre mantenendo il controllo tramite il guinzaglio. Praticate il richiamo in parchi con altri cani presenti, ma da lontano e con il vostro cane al guinzaglio. Aumentate la difficoltà passo dopo passo, senza mai esporre il cane a una situazione che non può gestire.

Se il vostro cane è ancora in fase di apprendimento, mantenete il guinzaglio lungo durante le escursioni all’aperto. Non è una sconfitta ammettere che il richiamo non è ancora completamente affidabile: è responsabilità.

Un’altra strategia che ho trovato utile è mantenere una “banca di ricompense” ricca. Non tutti i bocconcini hanno lo stesso valore per il cane: scoprite quali sono i più appetibili e conservateli esclusivamente per il richiamo. Se il richiamo offre sempre la miglior ricompensa possibile, diventa l’opzione preferita del cane.

Quando è il momento giusto per iniziare

Non è mai troppo presto per insegnare il richiamo. I cuccioli apprendono rapidamente e sono naturalmente orientati verso il proprietario. Iniziate nei primissimi giorni a casa vostra, quando il cucciolo è ancora piccolo e le distrazioni sono minime.

Anche i cani adulti o gli adulti che non hanno imparato in gioventù possono acquisire questa competenza, sebbene richieda più tempo e pazienza. La chiave rimane sempre la coerenza e il rinforzo positivo costante.

Il richiamo affidabile non è un lusso, ma una necessità per la sicurezza e il benessere del nostro cane. Dedicate il tempo necessario a insegnarlo correttamente e potrete godere di passeggiate libere e serene, sapendo che il vostro compagno a quattro zampe tornerà sempre da voi.

Luca Monzali

Luca, giovane milanese appassionato di sport cinofili, si dedica a canicross e disc dog con il suo meticcio Tommy. Nelle sue guide combina esperienza diretta e consigli pratici, utili anche ai proprietari meno atletici che vogliono rendere attivo il tempo del proprio cane.